martedì 6 novembre 2007

Il Vento fa il suo giro

Era veramente da un po’ di tempo che una curiosità e un’aspettativa non mi portavano dentro ad un cinema. Sinceramente sono stati pochi i film che in questi ultimi anni hanno attirato la mia attenzione. Ma questa sera, sollecitato da alcune recensioni che avevo letto, mi sono infilato in sala a vedere "E il vento fa il suo giro"*, piccolo film indipendente italiano, premiato a vari festival locali e internazionali.

Devo dire subito che le aspettative, che mi era fatto, non sono andate deluse, ma anzi ritengo questo film un piccolo capolavoro.

Regista esordiente, Giorgio Diritti, e la storia che lui racconta nel film è ricca di poesia, e di riflessioni.
Ambientata nelle viscere aspre delle montagne della Val Maira, e nel susseguirsi delle stagioni.
Il film, infatti, si apre in inverno, stagione che si accompagna alla calda accoglienza che il pastore (protagonista del film)riceve all’arrivo in paese, e termina in piena estate quando il fuoco delle pulsioni negative della popolazione valligiana cresce sorda fino a prorompere in un’aperta intolleranza che determina il suo allontanamento.

Il risultato è un’opera per nulla accomodante, dura, che mette il dito nella piaga dell’intolleranza, nella difficoltà di relazionarsi con l’altro. E non sono certo le logiche della ragione a vincere, ma quelle della chiusura, della diffidenza e della negazione dell’altro. Tuttavia grazie ad un montaggio ellittico del film, il suo parlare per simboli e per immagini mute, a noi spettatori rimane all’uscita del cinema l'impressione che qualcosa possa iniziare a cambiare forse anche solo nella volontà di riaccendere quel focolare abbandonato. E così si esce un po' tristi ma un po' più consapevoli e liberi.

Il film ha un bellissimo sito internet, cercatelo, e guardate quando verrà proiettato nelle vostre città. Prendete una persona a cui volete bene e andate a vederlo. La vostra anima vi ringrazierà.

* Il Vento fa il suo giro si riferisce al detto popolare che vuole il vento una metafora di tutte le cose, un movimento circolare in cui tutto torna.






Risotto di zucca e porcini su cestino croccante di Vezzena

Nessun commento: