venerdì 15 novembre 2013

Ognuno vuole vivere per sempre

Vi segnalo questo interessante evento dove viene presentato un romanzo sicuramente intrigante sia per l'ambientazione sia per i contenuti.
A presto potrete leggere anche una mia recensione, nel frattempo vi aspetto tutti 

VENERDI’ 22 novembre 2013 ore 20.45 

Centro R. Arnaldi
Via Rossi 35 - DUEVILLE  (VI)


Incontro con l’autrice 
Dania Bertinazzi 


conduce Marilena Canale 



 Info: Biblioteca Dueville tel 0444-361211 -  biblioteca@comune.dueville.vi.it 

A cena con il Salbanello ...

L’associazione del Sanguanèlo, o Salbanèlo fa riferimento alla rivisitazione e promozione della cultura e tradizione popolare delle figure mitiche dei boschi e delle valli della Pedemontana vicentina, così come l’Anguana delle acque. Con iniziative editoriali e letterarie, artistiche e teatrali l’associazione ha dato vita, da alcuni anni, a feste che recuperano la conoscenza di leggende e racconti popolari che rischiavano di cadere nell'oblio. Ha sede a Valle di Sopra, in Comune di Lusiana, valle ricca di storia e dal paesaggio seducente con il torrente Ciòn che ricorda tutti i personaggi.

Presso l'Hostaria Don Fili di Breganze ieri sera abbiamo avuto l'occasione per incontrare la loro esperienza con la presentazione del libro "Il Sanguanelo ed il canto delle Anguane".
Esperienza accompagnata dalle affabulazioni di un maestro del calibro di Claudio Capozzo ma soprattutto da un menù tutto dedicato a queste figure della tradizione popolare.

Tutti i piatti erano degni di nota e accostati, con sapiente conoscenza dei sapori, a racconti ed aneddoti di un tempo, e quindi risulta assai difficile dare dei giudizi e stilare una classifica di quello che Nerio e Fili ci hanno proposto.


Molto buono il servizio di benvenuto con pane tostato e un pathè che per gusto e sapore ricordava il foie gras.
Il torresan allo spiedo è sempre una garanzia quando lo prepara e lo conduce il dottore in arti leccatorie Nerio Brian.

Ma se devo proprio segnalare un piatto per l'originalità nella sua rielaborazione rispetto alla tradizione del territorio è sicuramente "la sopa coada alla maniera di Breganze", o forse sarebbe più giusto dire al gusto del Salbanello.

martedì 12 novembre 2013

L'autunno nei ricordi

Da piccolo mi ricordo che aspettavo l'autunno e l'inizio del nuovo anno scolastico, allora coincideva con il 1 di ottobre, per andare con il papà nel bosco.
Ci vestivamo, come quando mi accompagnava a caccia, calzando gli stivaloni di gomma e, prima di salire in bicicletta sistemavo con cura bloccandolo il bastone ricurvo di nocciolo che lui stesso mi aveva costruito, poi si partiva arrampicandoci per la strada in salita che portava ai castagneti.

Lui mi portava nei boschi delle colline appena sopra la casa dove abitavamo a cercare i castagni più grandi e belli, quelli che producevano i "marroni" più grossi e precoci.
Mi ricordo la luce tiepida dei raggi del sole autunnale che filtrava tra i rami del bosco, il canto dei primi tordi che facevano la spola tra i vigneti e il bosco, quello dei finchi montani, del pettirosso e delle cince che lui mi insegnava a distinguere.

In quei momenti avevo la certezza quasi assoluta che qualsiasi insidia o pericolo avessi corso lui sarebbe corso in mio aiuto e mi avrebbe salvato.Certezza che mi appartiene ancora adesso che lui non c'è più.
Mi insegnava a schiacciare con gli stivali i ricci per fare uscire le castagne, e ad utilizzare il bastone per scovare qualche marrone dimenticato tra quelli battuti dal contadino con le lunghe canne a pertica e rotolati verso i cumuli di foglie e ricci.

Raccoglievo anche i ricci più belli e ancora chiusi per portarli a scuola dalla maestra. Qualche volta capitava di trovare alcune castagne con i segni dei dentini di qualche scoiattolo. Io non li vedevo, ma sapevo che erano lì. E mi sembrava di vederli saltellare tra i rami sopra mia testa mentre ci osservavano per controllare che non rovinassimo nulla.

L'odore dell'umido di sottobosco, i cumoli alti di foglie gialle e marroni dove camminare con passo lungo per sentire il rumore strusciante...come quando eravamo al mare. Si raccoglieva non solo le castagne, ma tutti i frutti autunnali che facevano parte integrante del menù stagionale: i cachi, l'uva fragola, le pere dure che andavano lessate e mangiate assieme alle patate, le mele cotogne.

E poi di corsa a casa con il bottino, da mostrare alla mamma, le castagne da tagliare, la brace da accendere, la pentola nera bucata e vecchia, le scintille che saltellavano sul fuoco della stufa, le castagne nei fogli di giornale e tutti intorno al tavolo, con le mani nere mentre le sbucciavamo ridendo e raccontandoci i piccoli accadimenti di quei pomeriggi incantati.

sabato 9 novembre 2013

Antica Fiera di Sam Martino

Domenica 11 novembre 2013 
si terrà a Breganze la 
XII°  Rievocazione della Antica Fiera di San Martino. 
Il ricco programma prevede dalle 10 alle 18, presso il parco della Comunità Montana, 
"Calici a San Martino"; degustazioni dei vini Doc Breganze a cura dei produttori della zona accompagnate da  "I cibi di San Martino" a cura del circolo  La Ciacola Sloow Food. 

Esisteva a Breganze, fino agli anni '60, un'antica fiera che si svolgeva il giorno di San Martino, 11 novembre. La manifestazione era molto importante, tanto che fin dall'età comunale la città di Vicenza inviava un giudice e due notai, che dovevano rendere "Ragione" e occuparsi delgi affari e degli scambi che si svolgevano. Esisteva addirittura negli statuti della città uno stanziamento per il mantenimento di questi funzionari che andavano in trasferta alla Fiera di San Martino.
La fiera era "franca" (previlegio concesso dalla repubblica Serenissima) e ognuno poteva vendere o acquistare liberamente senza tasse o gabelle. Il periodo era particolare: "fare S.Martino" nella tradizione veneta e di tutta l'Italia settentrionale voleva dire chiudere l'annata agraria e i contratti d'affitto.
Raccolti i frutti dei campi si pagava l'affitto ai proprietari dei terreni e delle case e si rinnovava il contratto o si lasciava libero il terreno e le case fino ad allora occupati.
Per la Fiera nella zona confluivano anche i pastori dell'Altopiano che scendevano con i loro greggi a svernare in pianura. Le persone si fermavano anche più giorni per scambiare prodotti o fare acquisti, dormendo sui carri o sui ricoveri di fortuna, magari favoriti dalla cosidetta estate di San Martino....

Il programma prevede:

dalle ore 10 alle 18 stand di degustazione vino e cibo presso il parco della Comunità Montana,
presso la Biblioteca Civica sarà aperta la mostra "Le maschere del sogno e della leggenda" di Vittorio Riondato con l'animazione pomeridiana degli artisti di strada, dimostrazione di antichi mestieri, vendita di caldarroste, vin brulè, dolci

dalle ore 10.30 presso il Museo Radin l'apertura della mostra fotografica "Breganze ieri e oggi - luoghi e paesaggi del secolo scorso"

dalle ore 11.00 benedizione delle macchine agricole, degli animali e dei mezzi della protezione civile. Il Gruppo agricoltori di Breganze è presente con animali vivi e prodotti tipici

dalle ore 14.30 visita al campanile più alto della terra ferma veneta (secondo solo al campanile di San Marco a Venezia), in piazza Mazzini dimostrazione della trebbiatura, sbandieratori e giocatori della porcola; in Vicolo San Giuseppe Otto artisti "Madonnari" esibiranno immagini sui temi di S.Martino e di paesaggio locale su pezzi di legno

dalle 15.30 nel parco della Comunità Montana ci sarà la premiazione del miele più buono, mentre in Piazza Mazzini ci sarà L'Antico gioco della Porcola

ore 17.30 concertodi campane

ore 20.30 presso il Cinema Teatro Verdi Concerti d'Autunno rassegna di canti popolari con il Coro di Breganze , il Coro San Giovanni Battista (Heves-Ungheria) e il Coro Comiter di Venezia

giovedì 7 novembre 2013

Mousse di castagne con coulis di cachi


Complice il bel sole di questi giorni, la temperatura ancora incredibilmente mite, questa mattina sono uscito per andare a raccogliere le ultime castagne rimaste di una stagione magra sia per il meteo sia per la "famigerata" vespa cinese che sta distruggendo i pochi castagneti coltivati rimasti nella nostra zona collinare.

Una bellissima passeggiata tra sentieri colmi di foglie secche dei castagni (e non ho potuto far a meno di ricordare quando da bambino amavo calpestare i cumuli di foglie secche raccolte assieme ai ricci ai bordi del bosco e sentire il crepitio sotto i piedi). Incantato ho assaporato il tepore del sole, i colori speziati dei castagni, dei noccioli e della roverella e dei cespugli di rosa canina.


Naturalmente l'impegno maggiore era riservato ad osservare com metodicità per terra a cercare tra l'erba tagliata di recente questi meravigliosi frutti del bosco.
Il bottino è stato un bel cesto di castagne, lucide e mature al punto giusto per finire nella pentola bollite come vuole questa ricetta.

Ingredienti:
• ½ litro di latte • 300 ml. di panna da montare • 400 gr. di castagne (lessate e spellate) • 100 gr. di zucchero di canna • 1 baccello di vaniglia

In una pentola che avete riempito d'acqua aggiungete le castagne che lesserete per 30 minuti circa.
Poi dopo averle spellate mettete le castagne in un pentolino con il latte, lo zucchero e la bacca di vaniglia, portate ad ebollizione e cuocete per 20 minuti.
Quindi togliete la bacca e frullate con il minipimer il tutto.
Montate la panna.
Successivamente incorporate delicatamente la panna con le castagne frullate.
Distribuite nelle coppette e aggiungetevi due cucchiai di coulis (salsa) di cachi

Per la salsa:
3 cachi (600 g. circa)
2 cucchiai scarsi di zucchero di canna
1 succo di limone
1 cucchiaio di Brandy, Rum o Cointreau.
Frullate la polpa pulita di 3 cachi maturi con lo zucchero e il Rum.

sabato 2 novembre 2013

Risotto con l'igroforo scarlatto e melograno


Ingredienti:  

320 gr di Hygrocybe punicea (igroforo scarlatto)
320 riso carnaroli o violone nano
due spicchi d'aglio schiacciato o uno scalogno
Brodo vegetale o di pollo (sgrassato)
100 gr di grana padano grattugiato
100 gr di burro 1 melograno maturo
Olio di oliva extra vergine
sale e pepe qb

 Procedimento:
Pulire bene i funghi lavandoli velocemente sotto l’acqua corrente e tagliarli a pezzi grossi lasciando interi quelli piccoli. Fate soffriggere due spicchi d’aglio (meglio se schiacciati), oppure uno scalogno tritato a seconda del vostro gusto personale, con poco olio e una noce di burro fino a farli dorare leggermente.

Aggiungete i funghi a pezzi e cucinateli per circa 6 – 8 minuti o almeno fino a quando avranno perso parte della loro acqua di vegetazione. A quel punto versate il riso e cuocetelo fino a quando avrà assorbito tutta l'acqua di vegetazione dei funghi che nel frattempo avranno perso il loro colore scarlatto a favore di un giallo pieno (tipo risotto allo zafferano).



A questo punto potete aggiungere un mestolo di brodo vegetale, e continuare in questo modo la cottura fino a quando il riso non sarà pronto.
Finite la cottura, dopo aver spento il fuoco, con una mantecatura con grana padano e il restante burro.



Una volta impiattato aggiungete una piccola manciata di grani di melograno maturo che avrete lasciato per qualche ora in frigorifero.
 In questo modo otterrete un buon contrasto tra il caldo-dolce del risotto e il freddo-aspro del melograno.



E’ un piatto veramente squisito, semplice e di rapida preparazione. Se siete veramente dei buongustai, non lasciatevi sfuggire l’occasione di gustare in questo modo l’igroforo scarlatto, fungo tanto eccellente quanto sconosciuto e trascurato da molti fungaioli.
Consiglio di abbinare a questo piatto un ottimo Prosecco Millesimato.