lunedì 8 febbraio 2016

Venezia Pechino in motorino

Alla sera, quando posso, seguo su Marcopolo Tv le puntate della "La Terra del Dragone", relative al passaggio della Mongolia realizzate dallo psicologo Carlo Alberto Cavallo durante un suo viaggio in motorino.
"Venezia-Pechino" in scooter, è l’avventura proposta, nella primavera dello scorso anno, dal canale satellitare Marcopolo in onore dei 750 anni dalla nascita del grande esploratore veneziano che per primo percorse questo itinerario e di cui il canale stesso porta il nome.

Carlo Alberto Cavallo, psicologo del Grande fratello, è in questo format il nuovo Marco Polo, avventuroso, ironico e tratti tagliente, che ha affrontato, a bordo di uno scooter 150 cc, la rotta Venezia-Pechino.
Quelle che stanno andando in onda in queste settimane sono le repliche delle puntate relative al passaggio in Mongolia.

Diciamo che, come molte persone, mi è sempre piaciuto viaggiare, ma credo che intraprendere un viaggio del genere possa rappresentare davvero l'essenza di ogni viaggio.
La carica metaforica del viaggio verso "La Terra del Dragone" sembra quasi ovvia ma non per questo meno affascinante.

Come racconta l'autore di questo viaggio in una intervista rilasciata più di un anno fa: "Per un viaggiatore occidentale l’impatto con la Mongolia è molto forte. Alcuni turisti arrivano e scappano appena possibile: per la scarsa igiene e per i disagi di un viaggio nel deserto e nella steppa, per il cibo spesso monotono e non sempre accettabile, per il contatto con una realtà nomade affascinante ma indecifrabile, ma soprattutto per una natura talmente sublime che può diventare insopportabile. La Mongolia sarà invece una straordinaria sopresa per chi è disposto a mettere da parte il fardello delle proprie abitudini, delle comodità, degli itinerari già battuti. Insomma, per chi accetta un patto senza compromessi con l’anima di questa terra".

Certo questo viaggio mi affascina, come mi ha affascinato, anche per le molte similitudini "Wild" il viaggio descritto nel film tratto dal libro di Cheryl Strayed.
Secondo l’Istituto californiano di Ecopsicologia sono quattro le condizioni per stare bene con se stessi e per ritrovare la serenità che i nostri ritmi quotidiani ci hanno tolto.

Primo: fermarsi, smettere di programmare e lasciare spazio ai pensieri e alla fantasia. Niente di più facile nel silenzio del vento e della steppa.
Secondo: camminare possibilmente senza una meta precisa, anzi quasi casualmente, immaginando itinerari virtuali con la mente. E anche per questo, la Mongolia sembra essere uno scenario ideale. Terzo: contemplare il cielo di notte per proiettare le nostre speranze e le nostre paure. Il cielo mongolo è celebre per la sua intensità che regala cieli blu profondi di giorno e stellate impressionanti di notte.
Quarto: immergersi nel verde, riconnettere il nostro corpo con la natura. Nelle pianure e nei deserti mongoli si tocca la vera spiritualità della terra, la si sente nel corpo e nell’anima.


Ed è per questo che resto sempre più affascinato guardando le varie puntate che si susseguono e si ripetono di nella "Terra del Dragone"