venerdì 2 giugno 2017

Chioggia: la Piccola Venezia

" Qui, intorno al delta del Po, l’uomo pare aver vinto: ma è una vittoria precaria, stentata. 
La palude, imprigionata, repressa, traspare in ogni luogo, diffonde nell’aria la sua profonda, vergine, selvaggia, nordica, malinconia. 
Tutto è impregnato d’acqua dolce, rafferma, impastato, fuso da una mano di grigio, da un tono di suprema, umile malinconia. 

E Chioggia rappresenta la clausola degna di questo viaggio sul delta: fuori dallo spazio e dal tempo; piccola Venezia senza storia, puro calco di una bellezza pura, dove puoi evadere, eludere ogni tuo dovere, concederti una pura vacanza. "

 Pier Paolo Pasolini



Nella “piccola Venezia” di pasoliniana memoria si svolge la storia che il regista Andrea Segre, oriundo veneto, ha voluto raccontare nel film "Io sono Li".
Dove Li è la protagonista principale del film: Shun Li una cinese costretta a lavorare in un bar di Chioggia per riscattare il permesso di viaggio di suo figlio rimasto ancora in Cina.

La seconda protagonista del film di Segre è Chioggia, la piccola Venezia, con la sua storica osteria "Paradiso", frequentata da pescatori ma non solo, che viene ad un tratto ceduta “ai cinesi”.
Tra casotti di pesca e il mare, tra calli e ponti, tra piazza Vigo e porta Garibaldi della cittadina clodiense, nella suggestiva cornice offerta dalla laguna chioggiotta e dai suoi colori, il film racconta lo scontro tra mondi che appaiono lontani per ignoranza culturale.

Ignoranza che non comprende come la laguna della "piccola Venezia" resti dentro ognuno di quelli che la vivono, per un giorno o per una vita intera. Particolarmente significativa è la metafora che Lian racconta a Shun Li: "Hai mai guardato come fa l'acqua? Va dal mare alla laguna e torna indietro. Ma non ritorna tutta al mare. C'è dell'acqua che non riesce più a uscire e rimane intrappolata nella laguna".
Proprio come i protagonisti del film.
Ma non solo.

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