mercoledì 12 luglio 2017

Lagorai: escursione alla forcella Sasso Rotto e Lago d' Ezze

Camminare sui sentieri che portano alla forcella Sasso Rotto e al lago d'Ezze significa andare alla scoperta di un'area unica del Lagorai sotto molti aspetti. Anzitutto un ambiente e una natura "wilderness" fatta di ambienti di quota quasi incontaminati, dove chiunque ne senta veramente il bisogno interiore può ancora sperimentare un incontro diretto con i grandi spazi e viverne in libertà la solitudine, i silenzi, i ritmi, le dimensioni, le leggi naturali, i pericoli.

Panoramica e molto interessante questa proposta risulta relativamente breve e non faticosa, e mentre si svolge sui monti fra le quote alte del Lagorai occidentale e l’Alta valle dei Mòcheni ci consente inoltre di visitare due belle vallette, di evidente origine glaciale, che rimangono defilate rispetto ai consueti itinerari escursionistici. Dalla strada che collega Torcégno a Ronchi Valsugana, poco a monte di Torcégno, imbocchiamo la strada per ristorante alle Betulle.

Dopo un paio di tornanti lasciamo la strada che sale in località Desene e alla malga Casapinello per imboccare a destra la deviazione (strada stretta ma asfaltata) per Ponte del Cogno, località Stalon e Busa della Mee (1.725 mt) dove possiamo lasciare l'auto in un parcheggio sul lato destro della strada, proprio dove inizia lo sterrato. Scarponi e zaino e proseguiamo a piedi per la stradina sterrata e vietata al transito.

Usciti definitivamente dal bosco, raggiungiamo un panoramico spallone aperto sul versante orientale del Monte Cola con vista sulla malga Casapinello e il sentiero che porta ai Sette Laghi. Dopo alcuni tornanti, lasciamo la strada per Malga Sette Selle e imbocchiamo il sentiero con segnavia cai 311 che sale a sx a raggiungere tra l'erba alta un marcato costone oltre il quale, con percorso assai panoramico, anche se un po' esposto, attraversiamo in quota l’aperto e impervio versante che incombe sulla Val Cavé.

Una volta che abbiamo aggirata una spalla, il sentiero si addentra nella suggestiva valletta sospesa sopra una miriade di cascate e cascatelle del Rio Conèlla. Poco dopo saliamo sopra il ripiano erboso dove si trovano i ruderi dell'ex Malga Conèlla (1990 mt). Una volta che abbiamo attraversato il Rio raggiungiamo la conca erbosa di chiara origine glaciale punteggiata da una infinità di rododendri oramai sfioriti. Saliamo ancora verso la soprastante Forcella delle Conèlle (2196 mt - ore 1.45) non senza qualche difficoltà per un gregge di pecore che sembrano stazionare nell'ampia conca erbosa.

Dalla forcella la vista si apre sui monti del versante mocheno con le vicine cime di Sette Selle e Sasso Rotto. Una sosta allora è d'obbligo, non tanto per la stanchezza che in questa giornata fresca e ventilata sembra non farsi sentire, quanto per il panorama che non chiede che una pausa per farsi ammirare. Una volta che gli occhi e l'anima hanno fatto il pieno proseguiamo lungo il segnavia n.343.

Il sentiero aggira in quota il fianco del Sasso Rosso e, dopo un breve traverso, giungiamo in una piccola conca sassosa, dove abbandoniamo il sentiero 343 diretto al rifugio Sette Selle per salire alla vicina Forcella del Sasso Rotto (2.285 mt - ore 2 e 20') lungo il segnavia 312. Ora dobbiamo scendere verso la conca aquitrinosa di Saleri, anche questa di chiara origine glaciale.

Il sentiero cala subito ripido tra pietraia e macereto (cumulo di detriti formatosi per la disgregazione delle rocce) che rendono ostica questo breve tratto della discesa (povere ginocchia). Nel frattempo il temposi è annuvolato e il sole è oscurato a tratti da una densa foschia che ci rende difficile l'orientamento per il fuori percorso che avevamo programmato.
L'idea era quella di abbandonare il segnavia 312 per aggirare ad est la pietraia per dirigerci al Lago d'Ezze che si trova a nord delle Cime Saleri. Ma per un pò, con stupore usciamo dalle nuvole e ci appare finalmente il panorama che avevamo davanti...e non è poco! Prima un po' offuscato poi sempre più nitido...vediamo il cielo azzurro e di fronte a noi il Sasso Rotto, il Sette Selle e cima d'Ezze! E dietro a noi la distesa del mare di nuvole da dove siamo appena usciti.

Appena passata la selletta (2.150 mt) vediamo sotto di noi il Lago d'Ezze dove scendiamo per assaporare per pochi minuti questo incantevole luogo. Dobbiamo risalire i 50 metri circa di dislivello perché la foschia stà di nuovo coprendo il paesaggio e, non essendoci sentieri segnati per scendere alla malga Sette Selle ma solamente una traccia di cui ho ricordo siamo costretti ad accelerare il passo e abbandonare l'idea di una sosta prolungata.
Dopo aver superato non senza qualche difficoltà alcune zone umide e acquitrinose (Buse di Salieri e Sette Selle) scendiamo finalmente alla strada forestale che porta in leggera salita verso est alla Malga Mendàna. Continuando in discesa invece la strada ci porta alla Malga Sette Selle (1906 mt ore tot 3.45).


Dalla malga, tuttora monticata e utilizzata per la produzione casearia, si accede a piedi anche da Suèrta per il segnavia 312 oppure per la strada forestale che abbiamo intrappreso al mattino. Seguendola aggiriamo alle spalle il roccione del Monte Carli, e raggiungiamo il bivio dove il sentiero 311 si innesta nella forestale. Da qui la strada cala per gli ormai noti tornanti fino al parcheggio della Busa delle Mee dove riprendiamo l'auto.

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