domenica 8 febbraio 2009

Che cosa ti aspetti da me?


Lo ammetto.
L’inizio non era dei migliori: quest’uomo vecchio con un grande passato sulle spalle e una mente illustre che si piange addosso in una poltrona d’ospizio non è un’immagine molto allegra..!
Mi metteva tristezza.
Nonostante questo incipit ho continuato la lettura perché mi sono fidato di chi me lo aveva caldamente consigliato.
Superato lo scoglio iniziale il romanzo diventa incredibile: Lorenzo Licalzi sviscera con poesia e semplicità l’animo e i sentimenti di un persona la cui esistenza è oramai al capolinea.
Amore e Vita.


Amore

"...Hai sempre apprezzato il fatto che io non mi aspettassi niente da te, lo so, me lo hai detto.
Quante volte abbiamo parlato di come tu consideri le aspettative un fardello da cui occorre liberarsi per vivere più sereni.
Eppure un giorno me lo hai chiesto, ricordi?
Che cosa ti aspetti da me?
E ricordi come ti ho risposto?
Mi aspetto che tu non mi chieda che cosa mi aspetto da te.
Che non voleva dire "niente",

ma tutto quello che eri in grado di darmi senza avere bisogno di chiedertelo..."

Questa è la storia di un amore puro.
Di persone che non hanno desiderio di usare gli altri per appagare il proprio ego con l'affetto di qualcuno, ma solo di trovare conforto nella reciproca compagnia, nel condividere un medesimo modo di sentire.
Amare con disinteresse, amare per il bene di un altro è sicuramente bellissimo, ed è sicuramente molto raro.




Vita


" ...il mio distacco dagli avvenimenti del mondo non nasce come per molti dal troppo interesse per le vicende personali, ma dal suo opposto.
Chi come me è estraneo a quel che gli accade dentro non può essere partecipe a quel che succede fuori."






Riconosco.
Le aspettative, ... che in altri termini si traducono sempre nel dare qualcosa per scontato, nell'essere convinti che quella tale cosa andrà in un certo modo chiudendo così le porte all'imprevedibilità, sono il germe da cui nasce l'incomunicabilità nei rapporti, il virus che alla fine uccide la nostra stessa vita.
Aspettarsi che nostro figlio ........,
che l'amico/a sia sempre disponibile quando noi lo desideriamo,
che il lavoro produca per noi stessi un benessere sempre maggiore.

E così le cose belle finiscono per non sorprenderci più e quelle negative ci portano a pensare che la vita sia brutta e forse invivibile.
Per quanto mi riguarda voglio ancora continuare a stupirmi ...........

2 commenti:

genesia ha detto...

Sì, è una bella storia che ti rimane dentro.
Anche se inizialmente ti deprime perchè si sa, la malattia e la vecchiaia fanno una gran paura, poi, proseguendo nella lettura te ne dimentichi. Nessuna banalità, talvolta l'ironia della realtà ti strappa un sorriso, ma a colpirti è la purezza di questo amore che non chiede nulla e fa riaccendere la voglia di vivere nonostante tutto.
L'ho letto tutto d'un fiato in uno di questi ultimi, piovosi fine settimana.
Ciao, a presto
vittorina

mario ha detto...

mi fa piacere questo "condividere un medesimo modo di sentire".
Quindi non solo ..........porcini.