domenica 3 gennaio 2016

Asiago: giro del Prunno con la prima neve

Si tratta di un facile percorso anulare, che si può compiere quando si desideri fare una passeggiata con partenza dal parcheggio della Taverna Cimbra collocata all'entrata di Asiago provenendo dall'Ospedale fra la strada per il Pennar, l'Osservatorio astrofisico e la statale per Bassano. Dopo aver imboccato via S. Carlo, incontro poche abitazioni vecchie e nuove verso la collina del Bellocchio, area dove sono sorti nel 1921 i primi impianti sciistici (piste per il fondo) e il primo trampolino dell'Altopiano (per le gare di combinata), entrambi successivamente dismessi.

Dopo una breve salita arrivo "alle Ave", come è antica consuetudine definire la contrada. E' proprio percorrendo la strada tra le vecchie abitazioni che realizzo di essere in un mondo completamente diverso rispetto ai paesi dell'Altopiano. Il silenzio che mi circonda è rotto solamente dal rumore della neve capestata dagli scarponi e lo sguarda abbraccia un bianco che si spinge fino alla linea di demarcazione fra terra e cielo in andamento altalenante: sullo sfondo a destra, le Melette con il Monte Fior, sulla sinistra il Verena e il Portule.

Il procedere facile consente di gustare appieno l'immagine dolce del territorio, che sa infondere un gran profondo senso di pace. All'apice della contrada, si imbocca il sentiero che scollina leggermente ed entra in mezzo ai pascoli portando agilmente al primo incrocio: a destra verso il Lazzaretto, a sinistra verso Cesuna. La mia direzione è sulla destra, verso il Lazzaretto.

Per raggiungerlo, il sentiero si inerpica leggermente in mezzo a un bosco di abete  oltrepassando sulla sinistra un muraglione di pietra rossa di Asiago (resto di un'antica cava, attività storica del territorio) che riporta su tabella una frase di Rigoni Stern tratta da "Uomini, boschi e api". In breve, eccomi sulla piccola spianata del Lazzaretto dove sorge la piccola chiesetta dedicata a San Sisto. Il luogo mi lascia a bocca aperta e la soavità del posto non lascia minimamente intuire la tragedia del passato, quando la peste del '600 mieté centinaia di vittime, che proprio lì venivano trasportate per evitare il contagio, ad incontrare la morte.

Lasciata una preghiera proseguo in mezzo al bosco seguendo il sentiero principale in leggera discesa che, agilmente, porta al sottopasso della statale per Bassano. Abbandonata la traccia principale si prende il viottolo a scendere sulla destra, che mi porta dapprima al piazzale e alla baita Prunno e poi, sempre in leggera discesa, in Contrà Clama (Klama: strettoia della valle; altro toponimo cimbro).

Ora affianco la recinzione di un allevamento di animali selvatici (cervi e caprioli) incrociando a destra il capitello dedicato a S. Peter, che denomina questo tratto di percorso. Qualche casa contadina, con stalla, bestiame e un piccolo orto mi ricorda che era di questo che la gente dell'Altopiano viveva, dove l'economia era prettamente silvo-pastorale, prima dell'avvento del turismo degli anni '60.  Una volta attraversato il ponticello di accesso a Contrà Clama proseguo ancora per qualche centinaio di metri prima di raggiungere di nuovo l'auto al parcheggio.

3 commenti:

Gianni Frigo ha detto...

Attenzione: nella descrizione c'è un errore!
Quando, dopo aver oltrepassato contrada Ave, si raggiunge la "croce delle Ave" cioè il primo bivio si deve svoltare a sinistra per andare al Lazzaretto e non come è scritto "a destra".
A destra infatti si prenderebbe per il "Langabisa", che porterebbe a Cesuna passando per il Boscon.

Gianni Frigo ha detto...

Attenzione: nella descrizione c'è un errore!
Quando, dopo aver oltrepassato contrada Ave, si raggiunge la "croce delle Ave" cioè il primo bivio si deve svoltare a sinistra per andare al Lazzaretto e non come è scritto "a destra".
A destra infatti si prenderebbe per il "Langabisa", che porterebbe a Cesuna passando per il Boscon.

mario ha detto...

Gianni,
grazie per la precisione.
In effetti la direzione svoltando a destra sarebbe completamente diversa.