mercoledì 6 ottobre 2010

L'Ultima scalata di Walter Nones

Nel novembre scorso, durante il nostro incontro a Breganze , in vista proprio di questa scalata, Nones aveva detto che è sempre "la montagna a decidere se farsi scalare", ed ora, dopo il freddo e definitivo abbraccio che il Cho Oyu gli ha riservato domenica, sono in molti a domandarsi cosa spinga un uomo a rischiare tanto.
Ma per coloro che non amano la montagna qualsiasi risposta sarà sempre inadeguata.

Ma per chi ama (nel senso più pieno e viscerale del termine) la montagna, avvicinarsi a Lei e salirla non significa solamente raggiungere o conquistare una vetta, ma anche inebriarsi dell’infinito visibile, sentirsi vivi perché morti di fatica, avere piena fiducia nel compagno di cordata, seguire quella passione che brucia dentro e che ci porta a guardare sempre in alto, che mette alla prova quello che si è realmente, perché quando si sale in montagna si è esclusivamente sé stessi.

E’ condividere con i propri compagni esperienze fantastiche, silenzi assoluti, vedute indescrivibili, gioia, divertimento, sole; ma anche fame, sete, stanchezza, paura, freddo, vento, fatica ed infinito.
Andare in montagna è sentirsi parte di essa, infinitamente piccoli in mezzo ad un mare di roccia, neve, nubi, cielo; come granelli di sabbia nel deserto.

Ed è solamente quando si arriva a scalare le montagne estreme che si può avere quella visione del Divino che nessun altra persona che vive nelle valli avrà mai la possibilità di vedere.

E Walter Nones ha avuto la possibilità di quella visione, inseguendo la quale ha dato sostanza alla sua intera, breve, ma intensa vita.
E’ meglio morire sulla montagna che vivere nella valle, recita una antica ballata trentina che Nones conosceva molto bene e, per lui come per altri alpinisti, questo tragico verso è stato la ragione autentica di vita, fino all’ultima, estrema avventura.

Nel suo film "Illuminazione" il regista Krzysztof Zanussi ci dice che in montagna, chi ha cuore puro, può ascoltare la sua autentica voce interiore.
Sul Cho Oyu domenica, un’attimo prima della fine, Walter quella voce l’ha certo sentita ed assieme ad essa ha raggiunto per sempre la meta: il cielo.


L'essenza dell'alpinismo consiste nella conquista metro per metro della propria vita. 
Dunque in fondo è rischio, ma il rischio non è fine a se stesso bensì solo la premessa necessaria alla conquista.
La vita vissuta è solo quella conquistata.
Ettore Castiglioni

le foto sono tratte dal sito di Walter Nones e Karl Unterkircher

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