domenica 14 luglio 2019

Asiago: sentiero dei Piccoli Maestri

Malga Fossetta, il punto di partenza di questa escursione, e Cima Isidoro, il punto di arrivo sul ciglio nord dell’Altipiano di Asiago che dà a precipizio sulla Valsugana, sono i luoghi dove il gruppo di studenti-partigiani, che vengono chiamati da L. Meneghello “i piccoli maestri”, furono sorpresi dal rastrellamento tedesco del 4 giugno 1944.


È il momento in cui, in forma drammatica, con cinque morti e una prima dispersione del gruppo, si chiude la loro esperienza altipianese.

Da qualche anno il “sentiero dei piccoli maestri” , recuperato e dotato di una segnaletica CAI precisa e puntuale, consente di visitare agevolmente quei luoghi.


"Fu in queste settimane, credo, che ci entrò così profondamente nell’animo il paesaggio dell’Altipiano.....Lassù, per la prima volta, ci siamo sentiti veramente liberi, e quel paesaggio s’è associato per sempre con la nostra idea della libertà. È lassù che ci siamo sentiti liberi, e non è meraviglia che questi circhi, questi boschi, queste rocce fiorite ci siano passati dentro come modi della coscienza, e ci sembrino ancora il paesaggio più incantevole che conosciamo.


Ci avviammo per andare a prendere gli altri; li avevamo lasciati a due o tre ore di strada, alla malga Fossetta. 
Era una bella parte dell’Altipiano, nuova per me: boschi di conifere,valloncelli, circhi, bastioncini di roccia.

 

Una volta parcheggiata l'auto nei pressi di malga Fossetta (in disuso di proprietà del comune di Enego) ci incamminiamo verso la Chiesetta eretta in ricordo dei caduti della Grande Guerra.
Il prato era quasi in piedi dietro di me, astratto, grandioso. In vita mia non ho mai veduto una cosa che somigliasse di più a un sogno. Stetti a guardarlo un pezzo, pensando: “è solo la spanna dell’Altopiano” ma non pareva un paesaggio di questo mondo."
(Luigi Meneghello, Piccoli maestri)

Superiamo la Chiesetta e continuiamo seguendo la segnaletica CAI lungo un'antica strada militare selciata, ancora ben riconoscibile, arricchita da suggestive opere in pietrame e lungo la quale si ritrovano alcune postazioni trincerate di difesa.
Con qualche piccolo strappo e dopo aver superato una selva di pino mugo, arriviamo alla dolina prativa della Porta Incudine (1.860 mt) sul bordo nord dell'Altopiano strapiombante nella Valsugana.



Il percorso è una traversata della parte alta, selvatica e aperta dell’Altipiano.
Sono luoghi deserti e poco conosciuti ma affascinanti e che non si ha solitamente occasione di traversare.
Danno la sensazione di camminare sul bordo alto di un mondo che Luigi Meneghello ben rappresenta nel suo libro.


Seguiamo le tabelle relative al sentiero I Piccoli Maestri, non numerato, che con una ripida e impegnativa salita ci porta alla lapide di Cima Incudine  e poi proseguendo in leggera discesa arriviamo alla Cima dell'Isidoro dove è stata posta la nuova lapide che ricorda il sacrificio di Rinaldo Rigoni detto il Moretto, a cui Mario Rigoni Stern ha dedicato il racconto “Un ragazzo delle nostre contrade"

Appena sopra c'è il crinale che si apre sul precipizio con una spettacolare veduta sulla valle del Brenta con i vari paesi perfettamente riconoscibili, mentre il nostro sguardo rivolto a nord-est è catturato da vette e cime in lontananza che non fatichiamo a riconoscere. Le guglie di cima D'Asta e del gruppo del Rava, le bastionate porfiriche del Lagorai e le rocce dolomitiche delle Pale di San Martino.


Asiago, l'Altopiano, è un luogo che esercita un’attrazione speciale su di me e sui miei amici. Tornarci è stato a lungo, in parte è ancora, quasi una mania per noi: specialmente in certi periodi dell’anno che corrispondono a eventi accaduti lassù, si va in altopiano quasi per una legge di natura, sembriamo uccelli migratori, spontaneamente ci orientiamo verso quelle rocce quei boschi”.

 Luigi Meneghello ,Quanto Sale?, in Jura. Ricerche sulla natura delle forme scritte , Milano, BUR 2003, p.131.

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