
Una cena per sedurre un uomo o una donna?
Stefania direbbe che dipende molto dalle aspettative del dopo…….
Forse il nostro obiettivo è quello di sentirci chiedere da Lui/Lei, alla fine della cena, a quando la prossima ?
O forse quello che desideriamo è di vederlo/a in un lettino del Pronto Soccorso piegato/a in due da una colica per un’orgia enogastronomica ?
Ma no................. forse, molto più semplicemente, vogliamo prepararlo/a per la seconda parte della serata.
In questo caso non ci sono ricette preconfezionate ma forse sono da tener presente alcune regole.
La prima regola, ed è bene ricordarla sempre, riguarda il mito di alcuni alimenti afrodisiaci che appunto è e resta un mito. In realtà lo è tutto il buon cibo, e l’unico vero afrodisiaco non possiamo che essere noi stessi, il resto è solo un aiuto.
Chiediamoci innanzitutto quale situazione abbiamo davanti a noi?
Sesso espresso, oppure sogniamo una relazione?
Nel primo caso la seconda regola prevede qualcosa di disimpegnato ma d’effetto, e sarà bene curare la scenografia.
Nel secondo possiamo puntare più opportunamente su pietanze elaborate.
La terza regola ci ricorda che se vogliamo che le attività si spostino dalla tavola al letto non dobbiamo assolutamente abbuffarci ed ubriacarci altrimenti passeremo la serata a bere, mangiare e a parlare. Non è poco, ma finirà lì, e non è detto che non possa andare meglio.
La quarta regola riguarda il vino ed è una regola fondamentale perché alla fine è il vino, che allenta i freni inibitori e favorisce molto. E sicuramente non solo la conversazione.
Con l’abbinamento si valorizza il cibo, e in caso di scarse capacità culinarie possiamo recuperare bene.
Nel piatto mettiamoci pure una bruschetta, ma il vino dobbiamo sceglierlo con attenzione e senza parsimonia.
La quinta regola ci avverte che, se in cucina siamo della frane, possiamo, per una volta, ordinare tutto al nostro ristorante preferito e dire che l’abbiamo cucinato noi.
Ma il giorno dopo dobbiamo immediatamente iscriverci ad un corso di cucina.
La sesta ed ultima regola consiglia che se l’uomo in questione è uno di quelli che “mia madre lo fa meglio”, oppure la donna è una di quelle che “ buono,…..l’ho provato la settimana scorsa al ristorante…… ed era favoloso”, rispediamolo/a al mittente e cerchiamone un altro/a.
Testo rielaborato e liberamente tratto da una colica d'acqua
Crostini di pane dolce lardo e marroniFate lessare i marroni, dopo averli incisi, in acqua salata con qualche foglia di alloro per 30' circa.
Spellateli e spadellateli per pochi minuti in un tegame con un cucchiaio di olio extravergine, una foglia di salvia, una punta di rosmarino e due bacche di ginepro.
Fate abbrustolire alcune fette di pane dolce e, quando sono ancora calde, tagliatele e adagiatevi sopra del lardo o anche della pancetta steccata e alcuni pezzi di marroni.
Decorate con gocce di miele di castagno.
Coda di Rospo spadellata con succo di uva fragolaIn una padella riscaldate un cucchiaio di olio extravergine e una noce di burro con una decina di grani di uva fragola.
Salate e aggiungetevi una buona macinata di pepe rosso (ev. mezza punta di un cucchiaino di paprika).
Filtrate la salsa in un colino per trattenere i semi degli acini d'uva. Rimettete sul fuoco e aggiungetevi la coda di rospo.
Cuocete a fuoco medio per 10'.
Servite con sformatini di patate di Rotzo
Per il vino fatevi consigliare.Da parte mia una bottiglia di Terre Alte di Felluga